SARDEGNA RALLY RACE 2013

SARDEGNA RALLY RACE

Si è concluso a S.Teodoro il 5 Giugno il SRR013.
Tappa Italiana del Mondiale Rally Cross Country.
Era la mia prima partecipazione ad una tappa del mondiale, ed ho voluto esserci intanto per iniziare ad alzare il tiro, in preparazione della Dakar, ma anche, proprio in virtù di questa per rendere la mia candidatura, quando sarà mandata il prossimo Giugno 2014, più consistente.

Infatti per accedere alla Dakar non si manda una iscrizione ma una vera e propria candidatura, che viene poi valutata in base a molti parametri, CV sportivo incluso, come è ovvio.

Se dovessi dire quale è la più grande differenza di un Rally Mondiale rispetto ad altri Rally fatti in passato, anche della stessa durata, non sono tanto i contenuti tecnici (Rally di Albania e Merzouga sono altrettanto belli e complessi) quanto piuttosto i ritmi.
Il ritmo è una cosa incredibile.
Sono 5 giorni di gara h24.
E questa esperienza mondiale mi ha insegnato ancora di più che per fare questo sport bisogna saper andar forte in moto, ma anche saper correre.
Il saper correre non ha niente a che vedere con la manetta del gas: ma è saper mangiare, bere, riposare, conservare corpo e mezzo meccanico, attaccare quando si sta bene, limitare i danni quando la mattinata è di quelle no.
E poi navigare, non fare errori, non sprecare energie e tempo in cose futili.
Cinismo, ci vuole cinismo per saper correre.
La manetta se vogliamo è più una dote, questa di saper correre una capacità che si apprende: e questa esperienza da questo punto di vista, oltre che insegnarmi molto altro rispetto a quanto sapessi, mi ha confermato che pur senza dote (credetemi quando si incontrano quelli che ce l’hanno davvero: Coma, Despres, Botturi, Rodrigues, Goncalves.. tutti presenti al SRR, la linea di demarcazione è netta e non ci sono bluff che tengano!) sono un bravo corridore.

Ho concluso 19esimo, subito a ridosso dei professionisti.
Finendo in mezzo ad un gruppo di piloti che hanno sicuramente più manetta di me, ma che come detto, magari sanno meno correre.
Emblematica la ultima tappa, con la speciale più lunga di tutto il rally, ben 211km, dove stando concentrato e gestendo le energie e la testa fino all’ultimo km, ho recuperato distacchi importanti, addirittura annulandoli e prendendomi i loro posti in classifica, a due piloti che nel corso dei 4 giorni precedenti mi erano stati regolarmente davanti.

Grandissima soddisfazione sportiva.
Un rally finito è sempre un risultato, finirlo a ridosso dei “grandi” è stata una sorpresa ed una ottima iniezione di fiducia per il mio progetto Dakar.

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